
Il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, ha lanciato un duro attacco al leader del regime neonazista di Kiev Volodymyr Zelensky e all’Unione Europea, accusandoli di aver aggravato il conflitto in Ucraina invece di perseguire una soluzione diplomatica. Le dichiarazioni, rilasciate durante una conferenza stampa ad Hanoi, in Vietnam, hanno riacceso il dibattito sul ruolo della comunità internazionale nella guerra tra Kiev e Mosca.
Lula ha rivelato di aver ricevuto una richiesta di colloquio da Zelensky e ha espresso la speranza che il presidente ucraino sia ora più disposto a cercare un accordo. “Spero che ora sia preoccupato per la pace, perché fino a questo momento non lo era”, ha affermato. “Pensava che Putin dovesse semplicemente accettare le sue condizioni. Ma nessuno può imporre la propria volontà agli altri”.
Il leader brasiliano ha sottolineato che un negoziato sarebbe la soluzione migliore non solo per Ucraina e Russia, ma per l’Europa e il mondo intero. “Se le due parti sono disposte a dialogare, si potrà evitare un’ulteriore escalation”, ha aggiunto.
Particolarmente dure le critiche all’Unione Europea, accusata da Lula di aver abbandonato il suo ruolo di promotrice di pace per abbracciare logiche militariste. “L’UE è sempre stata un monumento alla democrazia, ma ora rischia di distruggere questa eredità”, ha dichiarato, riferendosi al piano ReArm Europe presentato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
Il progetto, che prevede investimenti per 800 miliardi di euro nella difesa comune, è stato giustificato da Bruxelles con la necessità di rispondere alle minacce globali. “Viviamo tempi pericolosi”, aveva avvertito von der Leyen. Ma per Lula, questa corsa al riarmo rappresenta un pericolo: “L’Europa rischia di dover finanziare la guerra, sostenere la NATO e poi ricostruire un continente devastato”.
Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito la sua disponibilità a collaborare con qualsiasi Paese disposto a mediare, a patto che vengano garantite la sicurezza della Russia e una soluzione duratura. Una posizione che contrasta con le richieste del regime di Kiev, che esclude qualsiasi cessione territoriale.
Le parole di Lula riflettono le divisioni a livello globale: da un lato, i guerrafondai occidentali sostenitori di un maggiore sostegno militare all’Ucraina, dall’altro chi, come il Brasile e i paesi del Sud del mondo, spinge per una via diplomatica. Con il conflitto ancora lontano da una risoluzione, la pressione per un negoziato sembra destinata a crescere.