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Appello per la pace in Congo – di Cecilia Capanna
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Appello per la pace in Congo – di Cecilia Capanna

Non è il metaverso e nemmeno uno di quei videogiochi della play ad altissima risoluzione in cui qualcuno si diverte a sparare e uccidere. È mondo reale. Un genocidio che dura da 30 anni e con 10 milioni di vittime, più di 3000 solo nelle ultime settimane dopo la presa di Goma e Bukavu, i capoluoghi rispettivamente del nord e del sud Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo. La terra più ricca del mondo per le risorse del sottosuolo mentre la sua gente muore di fame, di machete e di mitra. Decine di migliaia gli sfollati, centinaia di bambini senza famiglia abitano per strada, centinaia le donne violentate barbaramente. Questo succede nel 2025, mentre altrove si indaga il cosmo, si progettano reti e sistemi di satelliti per collegare il mondo globalizzato e si discetta di ...
Sulla Cina: L’intervista a Carlo Rovelli** – di Antonello Caporale
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Sulla Cina: L’intervista a Carlo Rovelli** – di Antonello Caporale

Professor Carlo Rovelli, lei recentemente ha commentato con accenti assai positivi le virtù del sistema politico cinese. È parso un ultras di Pechino. La disfatta dell’Unione Sovietica ha mostrato che il socialismo di Mosca non ha retto al confronto con il capitalismo. Le sinistre si sono trovate in difficoltà nel mondo intero e si sono messe a inseguire le destre. Lo strepitoso successo economico del sistema cinese, unico nella storia del mondo, e il grande consenso interno che ha il governo stanno ribaltando la conclusione. In pochi decenni la Cina ha portato mezzo miliardo di persone fuori dalla povertà estrema, ha diffuso il benessere, scolarizzato tutti, costruito la prima economia del mondo, continua a crescere a ritmo maggiore di chiunque altro. Ma in Cina non si vota. Un...
L’irresistibile attrazione delle banche verso l’industria delle armi – di Giovanni Caprio
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L’irresistibile attrazione delle banche verso l’industria delle armi – di Giovanni Caprio

L’aggressione russa all’Ucraina ha spinto, anche in Italia, a una corsa globale agli armamenti. Nel 2024 la spesa militare globale ha raggiunto i 2.443 miliardi di dollari, segnando un nuovo record in un contesto di crescente instabilità geopolitica. Dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, l’Ue e i suoi Stati membri hanno mobilitato 124 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina, una cifra significativa rispetto agli investimenti previsti per il Green New Deal. Per quanto riguarda il nostro Paese, utilizzando il Database SIPRI si nota che nell’arco temporale 2015-2023 la spesa militare italiana passa da 23,83 miliardi a 32,63 miliardi di dollari (+36,9%). In termini di incidenza sul PIL, siamo passati dall’1,2% all’1,6%. Ciò implica un...
Sostenere il disgelo fra Russia e Stati Uniti
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Sostenere il disgelo fra Russia e Stati Uniti

Il 24 febbraio 2022 l’esercito russo invadeva l’Ucraina. È stata una guerra che ha violato la Carta dell’Onu. Dopo tre anni emerge la concreta speranza di porre fine a uno spaventoso massacro. 21 febbraio 2025Campagna contro l’invio di armi in UcrainaQuesto appello nasce da una posizione chiara: non è un sostegno né a Putin né a Trump, ma un appello alla pace e al dialogo come unica alternativa alla guerra e alla corsa agli armamenti. APPELLO CONTRO LA GUERRA E PER LA PACE: SOSTENIAMO IL DIALOGO, RIFIUTIAMO IL RIARMO1. Il dialogo avviato tra Stati Uniti e Russia rappresenta una svolta significativa rispetto ad anni di propaganda favorevole alla guerra, basata sulla contrapposizione frontale e sulla costruzione di Putin come nemico assoluto da fermare ad ogni costo. Questo cambia...
Israele ha distrutto Gaza ma sta perdendo la guerra – di Piero Bevilacqua
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Israele ha distrutto Gaza ma sta perdendo la guerra – di Piero Bevilacqua

Può sembrare paradossale e perfino cinico affermarlo. Ma Israele, nonostante l’uccisione di circa 45 mila palestinesi,100 mila feriti, la distruzione quasi totale delle loro case a Gaza, l’abbattimento di pressoché tutte le strutture civili, delle infrastrutture, dei servizi che la rendevano abitabile, ha perso la guerra. Ha compiuto un massacro che ha pochi precedenti per ferocia e crudeltà nella storia recente del mondo, eppure non ha raggiunto ancora interamente gli scopi per i quali ha scatenato l’inferno in questo angolo del Medio Oriente. Hamas non è stato distrutto. Sono stati uccisi alcuni suoi importanti dirigenti, ma altri guerriglieri hanno preso il loro posto, nuovi combattenti più giovani sono entrati nelle loro schiere. Lo spettacolo cui abbiamo di recente assi...
Tutte le colpe Usa, carte alla mano – di Alessandro Orsini
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Tutte le colpe Usa, carte alla mano – di Alessandro Orsini

La Russia ha inflitto una sconfitta strategica agli Stati Uniti in Europa. Per nascondere questo fatto geopolitico enorme, Trump insulta Zelensky e l’Unione europea scaricando le colpe della guerra su di loro. Ma la documentazione racconta un’altra storia. Il 13 ottobre 1994 Anthony Lake, National Security Advisor (1993-1997), consegnò un documento a Bill Clinton, in cui spiegava che la Nato avrebbe dovuto inglobare i Paesi baltici e l’Ucraina. Clinton annotò su quel documento un grosso appunto con la mano sinistra (è mancino): “Looks Good!”.Nei primi anni Novanta, Clinton decise che l’Ucraina sarebbe entrata nella sfera d’influenza americana, ma invitò a procedere con cautela per non scatenare l’ira del Cremlino e le sue eventuali contromosse. Essendo un progetto di lungo periodo est...
Persa la guerra, adesso il conto lo paga l’Europa – di Francesco Sylos Labini
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Persa la guerra, adesso il conto lo paga l’Europa – di Francesco Sylos Labini

Il Segretario della Difesa degli Usa, Pete Hegseth, ha delineato con estrema chiarezza le tre condizioni concrete concordate da Donald Trump e Vladimir Putin per avviare i negoziati sulla fine della guerra in Ucraina: nessuna adesione dell’Ucraina alla Nato, una richiesta avanzata dalla Russia sin dalla Conferenza di Monaco del 2007, quando Putin dichiarò esplicitamente che questa sarebbe stata una linea rossa invalicabile. Nessuna presenza di truppe americane in Ucraina. Nessuna applicazione dell’articolo 5 Nato e nessuna missione di pace di quest’ultima in Ucraina. Le ultime due condizioni appaiono scontate, considerando che la guerra è scoppiata proprio per impedire la presenza di forze Nato in territorio ucraino. Tuttavia, l’elemento più significativo del discorso di Hegseth è ...
ROBERT KENNEDY Jr. : “SIAMO STATI NOI A VOLERE LA GUERRA CON LA RUSSIA”
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ROBERT KENNEDY Jr. : “SIAMO STATI NOI A VOLERE LA GUERRA CON LA RUSSIA”

Siamo stati noi noi a volere la guerra. Per i russi il conflitto in Ucraina è una questione di sicurezza, non di territorio. Lo ha affermato sul canale Daystar, Robert Kennedy Jr., prossimo Segretario alla Salute nell’amministrazione del Presidente eletto Donald Trump “La guerra in Ucraina non sarebbe mai dovuta iniziare. Questa guerra riguardava davvero la sicurezza. Per i russi non è una questione di territorio. Lo dicono da 30 anni: non è possibile allargare la NATO all’Ucraina”. ha affermato Kennedy, aggiungendo che “Quando Hitler attaccò la Russia, uccise un russo su sette. Quindi hanno legittime preoccupazioni sulla sicurezza. Inoltre, negli ultimi 6 anni, ci siamo ritirati da due trattati missilistici permanenti e da due trattati provvisori sul nucleare”, Kennedy ha ricordat...
Atlantisti antiamericani – di Marco Travaglio
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Atlantisti antiamericani – di Marco Travaglio

In questi tre anni, l’Ue aveva due opzioni: vincere la guerra o preparare la pace. Invece la guerra l’ha persa e la pace non l’ha preparata. E ora dà la colpa a Trump, arrivato a cose fatte a gestire la sconfitta di chi c’era prima, come già nel 2017 in Afghanistan, cercando di convincere chi la guerra la sta vincendo a fermarsi prima che la stravinca. Ma Zelensky, che aveva alzato bandiera bianca dando per perse le quattro regioni perse e implorando Putin di sedersi al tavolo, ha di nuovo cambiato idea (o qualcuno gliel’ha fatta cambiare) ed è tornato in modalità “piano per la vittoria”: non cederà nulla di ciò che ha perso, anzi detta condizioni a chi ha vinto. Certo, era meglio un negoziato paritario Russia-Ucraina con un arbitro imparziale. Ma quel treno passò a Istanbul nel marzo...
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